Austria, "guerra fredda" tra preti ribelli e Vaticano

Helmut SchüllerLa decisione di revocare il titolo di monsignore a Helmut Schueller giunge mentre il movimento sta organizzando un grande evento internazionale.

Alessandro Speciale - Roma -

Una punizione dal valore più che altro simbolico ma che segnala un ulteriore raffreddamento nei confronti dell' iniziativa dei preti ' ribelli'  austriaci proprio mentre questi si preparano, nel 2013, ad un grande evento internazionale che metta in collegamento tra loro quei sacerdoti che, in tutto il mondo, sono insofferenti nei confronti dell' immobilismo vaticano e cercano riforme profonde nella Chiesa.

Il Vaticano ha annunciato ieri di aver revocato il titolo di 'monsignore'  a Helmut Schueller, l' ex-vicario generale dell' arcidiocesi di Vienna diventato da anni capofila della Pfarrer Initiative,

 

l' ampio movimento di parroci austriaci che chiede riforme ecclesiastiche su tematiche come il celibato obbligatorio, la comunione ai divorziati e le coppie gay. Schueller rimane sacerdote a tutti gli effetti ma non è più “cappellano di Sua Santità”, un titolo onorifico che aveva ricevuto quando era presidente di Caritas Austria.

La decisione romana è stata comunicata a Schueller tramite la diocesi di Vienna, ha riferito alla stampa austriaca il portavoce del cardinale Christoph Schoenborn, Michael Prueller. Schueller è parroco di St. Stephan nel paese di Probstdorf, vicino Vienna.

La notizia arriva pochi giorni dopo l' annuncio, fatto dallo stesso Schueller in un' intervista all' agenzia austriaca APA, di un incontro mondiale dei movimenti spuntati negli ultimi anni in tutto il mondo sulla falsariga della iniziativa dei parroci austriaci o che portano avanti le stesse richieste.

L' appuntamento dovrebbe tenersi nel 2013 e avrebbero già espresso interesse gruppi di sacerdoti in Germania, Irlanda, Francia, Usa e Australia con cui la Pfarrer Initiative è in contatto. Quello che viene, ha spiegato Schueller, sarà “l’ anno dell’ internazionalizzazione del movimento, un congresso si terrà probabilmente in Germania”.

Il movimento dei “parroci ribelli” raccoglie ormai un decimo di tutto il clero austriaco, più di 500 fra sacerdoti e diaconi. L’iniziativa austriaca, nata nel 2005, ha avuto risonanza mondiale dopo la pubblicazione nel 2011 con la pubblicazione di un “Appello alla disobbedienza” nel quale si chiedevano svolte radicali nella Chiesa su temi come la comunione ai divorziati risposati, il sacerdozio per i preti sposati, l’ apertura all’ ordinazione femminile, un maggior peso delle comunità di fedeli e del clero locale nella scelta dei vescovi, la richiesta di un ruolo attivo dei laici in campo liturgico, nella predicazione e nell’eucaristia laddove ci sono pochi preti, affinché questi ultimi non diventino funzionari carichi di lavoro che devono burocraticamente dire messa e dare sacramenti da una località all’altra del Paese.

Anche se i vescovi austriaci hanno sempre cercato di non chiudere del tutto le porte del dialogo con i preti 'ribelli' , in un recente intervento in Vaticano, il nuovo prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, monsignor Gerhard Ludwig Mueller, ha risposto direttamente ad una delle idee portate avanti dalla Pfarrer Initiative: chiedere che i fedeli scelgano il proprio 'pastore' , ha detto Mueller, è “un pensiero protestante”.

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/pfarrer-initiative-chiesa-church-iglesia-20200/


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