Dagli amici mi guardi Iddio, dai nemici mi guardo io

Signore degli esercitiDi Marco Comandè  – Il vecchio detto, sempre attuale, contiene in nuce il germe dell’ ossimoro. Nell’ antichità, come confermano le tradizioni popolari, ogni vittoria veniva attribuita al Dio che era stato “corteggiato” tramite offerte rituali, mentre la sconfitta era segno di corruzione umana punita dalla divinità.
Non c’è bisogno, laicamente, di far notare come le guerre siano sempre e solo frutto di contingenze storiche. Solo a posteriori l’essere umano razionalizza trionfi e disfatte, cercandone una ragione che in realtà potrebbe non esserci. Gli dei greci e romani, per citare il caso più noto,

 erano stati creati a immagine e somiglianza dei loro fedeli: irascibili, iracondi, vendicativi, passionali, razionali, concorrenti.
Il problema è che perfino nella società dominata dalla scienza cadiamo nell’ irrazionalità del desiderio. Il caso dei due marò, per dirne una. I giornali Dio, patria e famiglia hanno lanciato una campagna mediatica per “riportarli a casa”, come se fossero pure loro dei volontari rapiti da fanatici terzomondisti. Ma l’ affondamento del peschereccio e la morte di cittadini indiani come dobbiamo giustificarlo? Ci vuole un tribunale per questo o no? Si è mobilitata la nostra diplomazia, ma non per “riportarli a casa” quanto piuttosto per chiarire chi sia competente per giudicare l’incidente: lo stato indiano laico o una corte internazionale? Il difetto dei nostri “unti del Signore” è di vedere un Satana dietro ogni tribunale civile, che si tratti di Eluana o dei Marò. Sembra che il tribunale indiano sia composto da politici locali procacciatori di voti, da cittadini qualunquisti in cerca di vendetta, da giudici dediti alla carriera politica. Beh? La sconfitta della nostra diplomazia in questo caso non sarà il collasso della nostra civiltà, ma solo la constatazione che l’affondamento del peschereccio è stato un errore. O dobbiamo difendere i Marò solo per la logica amico/nemico?

In Afghanistan il soldato carnefice sembra che sarà condannato a morte dalla popolazione locale. Precisiamo che lì si che possiamo vedere una commistione tra tribunali religiosi e civili (neanche fosse l’Italia sognata dai tradizionalisti nostrani!). Non come l’India dove l’induismo e il buddismo hanno gettato le basi per una democrazia dialettica, dove tutti hanno ragione e torto e ognuno dice la sua nei consigli di villaggio. Ma se stiamo parlando di una condanna a morte, il paragone immediato è con l’America che manda alla sedia elettrica pure i minorati e i minorenni.

Colgo l’occasione per rinnegare l’altro paragone fatto da Marcello Veneziani tra il divorzio rapido spagnolo e quello iraniano: che c’azzecca la rottura di un contratto matrimoniale europeo con la legalizzazione della prostituzione islamica? Nei Paesi musulmani il divieto di commercializzare il sesso viene ipocritamente occultato tramite matrimonio lampo fittizio che salva capra e cavoli, la prostituta consenziente e l’uomo peccatore. Un po’ come certi preti che giustificano la pedofilia con l’argomento abusato della “carne debole”…

Ma si arriva al ridicolo quando la violenza nel mondo occidentale viene divisa in due fasce: da un lato la colpa è degli extracomunitari che rinnegano Dio, dall’altro una giornalista de “Il Giornale” si è domandata “perché Dio si è distratto?” di fronte alla morte orribile di 22 passeggeri, minorenni, all’interno di un pullman schiantatosi in autostrada. Si tranquillizzi, l’editorialista: le istituzioni laiche sono già impegnate a capire la causa scatenante del fatto, forse un colpo di sonno dell’autista.

Non è degno di uno Stato civile dividere le vittime di serie A e B. Dio è onnipresente e onnisciente, di fronte a ogni catastrofe la preghiera è di conforto e magari aiuta a comunicare davvero con il regno dei cieli, ma strumentalizzare Piergiorgio Welby o Lucio Dalla, uno stupro in famiglia (cristiana) o l’ infibulazione infantile (altrui) per questo o quel “regno di Dio in Terra” non è degno di un credente.

 http://www.italialaica.it/news/articoli/35482 


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