Homo Sapiens Sapiens, abbandonato dai propri genitori

Uomo e donna creati dagli deiCopyright Dr M. Martinelli
“ Pensa a riempirti la pancia Gilgamesh ;
Stai allegro giorno e notte !
Ogni giorno, fa’ che sia una festa ;
giorno e notte danza e gioca !
Indossa abiti freschi e puliti,
lavati il corpo e la testa con acqua pura.
Bada al piccolo che tiene la tua mano,
lascia che la sposa delizi il tuo cuore ;
perché questo è il destino dell’umanità. 1“
In questa maniera, il Maestro/Dio Utu/Shamash2 si rivolse a Gilgamesh34, il famoso re Sumero vissuto circa 5.000 anni fa, il quale aspirava ad ottenere l’immortalità5, basandosi sul proprio stato di semi-divinità, in quanto geneticamente egli risultava  “ Due terzi divino “. In effetti, la spiegazione del concetto di “ maggiore divinità “ se la madre era Anunnaki6, risiede nella presenza del cosiddetto Dna Mitocondriale solamente nella cellula femminile, esattamente fuori dal nucleo della cellula.

 Il figlio dunque di una donna Anunnaki ereditava sia la sua parte di Dna normale, sia il suo MTDna, dunque è chiaro la spiegazione del concetto di due terzi di divinità. Tale Mtdna, non mischiandosi con il Dna del padre si trasmette inalterato da madre a figlia e così via attraverso le generazioni, per cui si comprende l’affermazione sopra citata della superiorità della discendenza maternale rispetto a quella paternale. 
Le parole di Utu/Shamash a Gilgamesh non lasciano alcun dubbio sul futuro dell’Homo Sapiens, almeno nell’intenzione della maggior parte della leadership dei Maestri/Dei Anunnaki. I Maestri/Dei avevano il totale ed incondizionato potere decisionale su tutti gli Homo Sapiens Sapiens di qualunque livello sociale, sia se l’Homo Sapiens Sapiens vivesse fuori dalle basi Anunnaki, sia che fosse il gestore, il “ re “ di una città. Come ben spiega lo psicologo statunitense Neil Freer7

“ La storia di Gilgamesh è un’eccellente illustrazione della seconda caratteristica della nostra iniziale psicologia, la quale contrasta con l’attuale : la loro ( degli antichi ) attitudine verso l’immortalità. Gilgamesh reclamava, domandava, l’immortalità che i Nefilim ( i Maestri/Dei Anunnaki ) possedevano sulla base del fatto che la madre fosse una Dea Nefilim, una “ manager Nefilim di medio livello “, ( suo padre era un re ma umano ). Ciò fornisce un indizio dei molti importanti fattori nella metamorfosi della nostra componente psicologica. Dimostra abbastanza chiaramente che esisteva una completa conoscenza delle nostre origini, una precisa relazione fra l’Uomo ed i Nefilim, le regole dell’ereditarietà e della successione che erano una parte così importante della cultura Nefilim, il fatto che un importante sovrano come Gilgamesh era ancora in totale balia dei Nefilim e che doveva mendicare per ottenere ciò che cercava, e che l’immortalità poteva essere concessa ad un umano se i Nefilim avessero voluto “8 .
      
 Se la leadership dei Maestri/Dei, il consiglio dei Dodici Grandi Dei, poneva un limite ben preciso al futuro dell’Homo Sapiens Sapiens, uno di loro, addirittura il numero due della Missione sul pianeta Terra, Ea9, il primogenito di Anu il sovrano del pianeta Nibiru, incessantemente si era adoperato per modificare prima parzialmente quindi totalmente tale divieto, in maniera da permettere all’Homo Sapiens Sapiens di conoscere la sua vera origine, ma anche di ricevere gradatamente molte delle conoscenze dei Maestri/Dei.
 Le sue azioni generarono quindi un profondo conflitto con il suo mezzo-fratello, Enlil10, che ha marcato tutta la storia dell’umanità, le cui principali conseguenze hanno oscurato in pratica la realtà dei fatti avvenuti. E’ avvenuto in sostanza un rovesciamento totale, per cui, colui il quale aveva ideato e diretto le due manipolazioni genetiche attraverso le quali gli Anunnaki avevano implementato l’Homo Erectus sino a farlo assomigliare a loro almeno fisicamente, colui il quale aveva salvato l’umanità dalla distruzione totale, avvertendo uno dei suoi figli, Noè o Ziusudra o Utnapitshim dell’arrivo del Diluvio oppure gigantesca ondata Tsunami, divenne improvvisamente il “ nemico “ dell’umanità.
 

 Fra i mezzi impiegati per realizzare questo radicale ribaltamento spicca la complessa serie di scritti che in seguito venne canonizzata come Bibbia. Gli ebrei infatti erano infatti intimamente legati al gruppo guidato dal comandante della missione Terra, Enlil.
Uno degli aspetti più evidenti del rapporto tra il management degli Anunnaki e dunque di Enlil in particolare come comandante e l’Homo Sapiens Sapiens, consisteva nell’assoluta obbedienza che quest’ultimo doveva avere nei confronti dei Maestri/Dei. Ne è dimostrazione la spiegazione del concetto di circoncisione così stabilito inizialmente da Enlil.  Dopo aver effettuato con successo la prima  manipolazione genetica, i tre Anunnaki, Ninmah11, Ea/Enki e Ningishzidda12, si resero conto che il neonato era simile corporalmente ai bambini Anunnaki, anche con la stessa pelle liscia, ma a loro differenza la pelle era di colore rosso sangue ed i capelli neri, mentre gli Anunnaki hanno pelle bianca, occhi chiari e capelli biondi, come seta. Inoltre, come vera e propria diversità, il piccolo aveva la pelle tutta intorno al pene, mentre gli Anunnaki non ne avevano per nulla. Allo scopo di mettere in evidenza una vera e propria differente caratteristica tra gli Anunnaki e l’Homo Sapiens, essi decisero di lasciare per sempre tale diversità.
    Intorno a 4.000 anni orsono, Abraham13, all’età di 80 anni, venne designato dal Comandante della Missione Terra Anunnaki, Enlil, a proteggere lo spazio-porto degli Anunnaki nel Sinai durante la “ Guerra dei Re “. L’accordo con Enlil prevedeva inoltre che ai discendenti di Abraham sarebbe concessa la terra fra la “ Brook of Egypt “ ( un ruscello nel Sinai ) ed il fiume Eufrate nel Nord della Mesopotamia, in maniera che “ Figli di Israele “ avrebbero dovuto essere i custodi dei due luoghi utilizzati dai Maestri/Dei per atterrare e partire dal pianeta Terra, ovvero il cosiddetto “ Luogo dell’atterraggio “  in Baalbek e la piattaforma sul Monte Moriah in Gerusalemme. Come segno distintivo e di immediato riconoscimento, Enlil decise che Abraham ed i suoi discendenti avrebbero tagliato il prepuzio, in maniera da assomigliare in toto agli Anunnaki14.  Tale pratica, conosciuta come circoncisione, restò dunque nella tradizione del popolo Ebraico, appunto simbolo dell’ alleanza, dell’accordo con i Maestri/Dei, Anunnaki.
Dopo che i “ Figli di Israele “ lasciarono l’Egitto durante il famoso Esodo, iniziato secondo Sitchin nel 1.433 a.c., l’accordo venne rinnovato al “ Har Ha Elohim “ ( la montagna degli Dei ) in maniera che fosse chiaro lo scopo della missione, per cui la “ Terra Promessa “ sarebbe stata divisa fra le dodici tribù, in particolare le tribù di Beniamino  e di Giuda avrebbero dovuto gestire l’area di Gerusalemme e la tribù di Asher il territorio dell’attuale Libano15 .
Pertanto la linea sacerdotale legata ad Enlil impose allo scriba traduttore in lingua ebraica della storia Sumera e Babilonese del “ Giardino dell’Eden “, che, come indica Pierre Jovanovic in un interessante saggio16, gli specialisti chiamano “ J. “, di addossare al “ tentatore della donna “ la responsabilità degli avvenimenti. In particolare i fatti avvenuti all’epoca delle manipolazioni genetica eseguite sull’Homo Erectus, o “ Creazione dell’Uomo “, vennero presentati in maniera che il leader del gruppo dei Maestri/Dei legato all’Homo Sapiens Sapiens, Ea/Enki, divenisse il responsabile della “ cacciata dal Paradiso Terrestre “.
Zecharia Sitchin ha esaurientemente spiegato nei suoi scritti che uno degli epiteti Sumeri di Ea/Enki era “ Buzur “, che significava sia “ Colui che conosce/risolve i segreti “ sia   “ Quello delle miniere di rame “ che  “  Serpente “;  parallelamente il termine ebraico impiegato nella famosa e determinante storia del “ Giardino dell’Eden “ per indicare colui il quale aveva “ tentato Eva “ era “ Nahash”, tradotto “Serpente“, ma tale termine ha anche stessi significati del Sumero “Buzur “sopra citati17. 
Pertanto si comprende come sia stato possibile dimostrare che il concetto di “ Serpente “, come sopra menzionato uno dei soprannomi18 di Ea/Enki ed in seguito di tutto il suo clan familiare, divenisse il simbolo di un essere negativo, anzi che fosse stato proprio lui a far iniziare le tribolazioni dell’Uomo, quando spinse i cosiddetti  “ Adamo ed Eva “ a mangiare la mela della conoscenza, disubbidendo alla volontà di Dio, il quale di conseguenza dovette punirli, cacciandoli dal Paradiso19 o  E.Din20.
Analizzando le numerose citazioni del “ serpente21 “ nella Bibbia, si evince che inizia già l’identificazione del serpente con il Leviatano22 e con il drago o dragone23, anticipando il tema tipico del Medioevo, quando al serpente si sostituì come animale negativo “ il drago “, per cui possiamo leggere molte storie di cavalieri, la più famosa quella di San Giorgio, i quali uccidono il drago24.
Il termine deriva dal latino draco, a sua volta proveniente dal greco δράϰων (drakon), con l'omologo significato di serpente. Esso è presente nell'immaginario collettivo di tutte le culture, in quelle occidentali come essere malefico portatore di morte e distruzione -  salvo la tradizione ermetica legata ad un concetto di arte medica  -  in quella orientale invece come creatura portatrice di fortuna e bontà, in particolare, in Cina la figura del dragone è positiva e benefica. Questo fatto suggerisce che uno o più fra i Maestri/dei del clan di Ea/Enki abbiano gestito la nascita della civilizzazione cinese, probabilmente subito dopo la distruzione di Sumer dopo l’arrivo della nube radioattiva a seguito delle esplosioni nucleari del 2.024 a.c. Per comprendere i risultati dell’influenza dei profughi Sumeri, basta semplicemente riflettere sull’improvviso “ miglioramento” della civilizzazione cinese intorno al 1.800 A.C. avvenuto contemporaneamente all’introduzione della scrittura, estremamente simile a  quella pittografica Sumera.

All’interno della tradizione ebraica e cristiana, l’accezione negativa del “ Serpente “ si corrobora con l’equazione Serpente-Satana [sà-ta-na], (שָׂטָן Ebraico Satan, Σατανᾶς Lingua Greca Satanâs, Latino Sátanas, Ebraico tiberiense Śāṭān; Aramaico שִׂטְנָא Śaṭanâ; ﺷﻴﻄﺎﻥ Šayṭān: "Avversario"; "accusatore"). Si tratta di un angelo, demone, o divinità minore in molte religioni; in particolare, nelle religioni monoteiste derivate da quella giudaica, è l'incarnazione e la personificazione del principio del male supremo, in contrapposizione a Dio, principio del sommo bene. Nel Nuovo Testamento questo “ Avversario “ per eccellenza è identificato con il Diavolo, con il Dragone, con il  “ Serpente Antico “ che è stato espulso dal cielo e dalla Terra che ha tentato Gesù Cristo e che tenta tuttora gli uomini25 La prima apparizione di Satana come Dragone o Serpente è nel Libro della Rivelazione26

L’equazione Serpente-Satana comporta anche l’equazione Serpente-Satana-Diavolo, la voce derivante dal greco “Διάβολος  “, che significa originariamente “ calunniatore “,     “ accusatore “, diventato l’equivalente dell’ebraico  “ Satan “,    “ avversario “, nell’accezione che ebbe nel tardo giudaismo. Nella corrente principale del Cristianesimo il Diavolo è noto anche con il nome di Satana, un essere che odia tutta l'umanità, o più precisamente la creazione ( in contrapposizione a Dio ), che diffonde menzogne e causa distruzioni nelle anime del genere umano. Nella Bibbia il diavolo viene identificato con il serpente nella storia del Giardino dell'Eden, col dragone nell'Apocalisse di Giovanni, e col tentatore nei Vangeli.

La figura del diavolo come “ capo “ e “ gestore “ dell’inferno, il luogo peggiore per l’umanità, viene così nuovamente collegata ad Ea/Enki, in quanto egli aveva il dominio e la responsabilità dell’area dove veniva estratto l’oro dalle miniere d’oro, l’Abzu o Absu27 . E’ in tale luogo fisico, situato nell’attuale Sud Africa e nell’attuale Zimbabwe che prima gli stessi Anunnaki, successivamente Homo Sapiens e poi Homo Sapiens Sapiens lavoravano come minatori per l’estrazione appunto dell’ oro, secondo le istruzioni dei maestri/Dei.
 Lavorando sotto terra, in condizioni difficili e disagiate, è evidente che, nella memoria collettiva, sia rimasto il terrore e la paura di tale luogo. La localizzazione dell’inferno nel luogo dove anche attualmente viene estratto l’oro, è confermata dai numerosi testi Sumeri, così come spiegati da Zecharia Sitchin, nei quali si parla di “ Lower World28 “, di mondo inferiore  rispetto alla Mesopotamia dopo erano situate le principali basi logistiche degli Anunnaki. Lo studioso sud-africano Michael Tellinger29, partendo dagli studi di Sitchin e analizzando in situ quelle aree, ha sottolineato come

 “ Ci sono vari riferimenti riguardo al posizionamento da parte di Enki della sua base per l’estrazione di oro presso le acque zampillanti nell’Abzu. Sappiamo dalle tavolette Sumere che l’Abzu si trovava in Sud Africa. E’ anche laggiù che sono situate le rovine del Grande Zimbabwe. Si tratta di una coincidenza il fatto che le rovine del Grande Zimbabwe non siano state ancora spiegate ? C’è solamente un fiume dalle acque zampillanti in questa parte del mondo, il fiume del Grande Zimbabwe, che si trova proprio molto vicino alle rovine… Abbiamo mostrato in conclusione che i Fenici avevano una lunga tradizione di visite nell’Africa del Sud dove essi dovevano aver ottenuto tutte le loro ricchezze d’oro. Lo stesso può essere detto per Re Salomone, per le sue miniere d’oro e per la Terra d’Ophir, che ha disorientato gli storici per molti secoli. Le conclusioni che ho raggiunto dalla ricerca in questo libro portano ad una sola plausibile teoria. E’ nell’Africa del Sud dove l’umanità è stata creata. E’ nello stesso posto che l’oro è stato scavato ed estratto per la prima volta dai primi colonizzatori del pianeta Terra impiegando le specie di schiavi creati geneticamente30
".
Coordinate per verificare l’ampiezza del sito ed il numero delle rovine   tramite Google Earth
Carolina -- 25 55' 53.28" S / 30 16' 13.13" E
Badplaas -- 25 47' 33.45" S / 30 40' 38.76" E
Waterval -- 25 38' 07.82" S / 30 21' 18.79" E
Machadodorp -- 25 39' 22.42" S / 30 17' 03.25" E

 

 


 La diversità fra i due mezzi fratelli, Ea/Enki ed Enlil, nell’approccio verso il destino dell’Homo Sapiens, investe direttamente i concetti di “ destino “ e “ fato “, come i Maestri/Dei insegnarono e spiegarono ai Sumeri. A differenza di molte lingue attuali nelle quali le due parole sono termini simili ed interscambiabili, per gli Anunnaki il “ Destino31 “ applicato a persone, re, nazioni ed anche ai Maestri/Dei, ai pianeti ( il cui destino era la propria orbita ) non poteva essere modificato. Invece il “ Fato 32 “, poteva essere modificato  dalla libera volontà, dal comportamento virtuoso, dalla preghiera. Applicati all’Homo Sapiens Sapiens tali concetti significavano che sebbene il suo destino fosse di morire, all’interno di tale ineluttabilità esisteva il fato, per cui, grazie all’obbedienza verso i Maestri/Dei, la sua vita poteva essere più lunga, più felice e così via.

Come ampiamente dimostrato da Zecharia Sitchin in tutti i suoi libri, mentre Ea/Enki era in pratica il “ padre “, l’educatore ed il salvatore dell’umanità, Enlil, riteneva che i rapporti, soprattutto quelli sessuali, fra Anunnaki ed Homo Sapiens Sapiens, avessero continuamente ostacolato la missione degli Anunnaki sul pianeta Terra. Prevedendo di completare gli ultimi carichi d’oro in circa un solo “ shar “, ovvero 3.600 anni terrestri, il sovrano del pianeta Nibiru, Anu, assieme ai leaders del pianeta Terra, decise intorno al 4.000 a.c. di concedere all’Homo Sapiens Sapiens la gestione diretta di alcune aree del pianeta Terra e quindi di organizzare il rientro a casa degli ultimi Anuunnaki rimasti, concedendo al primogenito di Ea/Enki, Marduk, la gestione temporanea del potere sul pianeta Terra a partire da circa il 2.000 a.c. –

Prima di lasciare il pianeta Terra, si pose dunque per il comandante Enlil la questione altamente delicata, legata ai futuri rapporti tra gli Anunnaki presenti sul pianeta di origine, Nibiru e gli Anunnaki che rimasero sul pianeta Terra ed anche i loro fedeli Homo Sapiens. Soprattutto egli temeva che l’Homo Sapiens Sapiens, sotto la guida di alcuni Maestri/Dei Anunnaki, potesse cercare di sfidare l’autorità principale che governava e governa il pianeta Nibiru33 .  
Pertanto l’Homo Sapiens Sapiens avrebbe potuto mantenere la conoscenza esatta dei fatti avvenuti nel passato, ovvero la conoscenza diretta degli avvenimenti, oppure sarebbe stato opportuno mascherare la verità, confondere le menti dell’umanità, nascondere le radici della conoscenza ? La risposta a tale domanda è sotto i nostri occhi, ovvero la nostra totale ignoranza sulla nostra vera origine e storia, anche oggi, dopo un’incredibile accelerazione nello sviluppo delle tecnologie a disposizione di un numero sempre maggiore di persone. Quali sono stati dunque i mezzi utilizzati da Enlil e dai suoi collaboratori per realizzare tale scopo ?

Se riflettiamo attentamente sulle conoscenze e sulle tecniche a disposizione dell’umanità negli ultimi 2.500 anni circa, osserviamo l’accadimento di un bizzarro fenomeno, ovvero, la perdita della “ conoscenza “ ed una straordinaria confusione nella percezione della realtà. Parafrasando Immanuel Velikovskji34, sembra che l’umanità sia caduta in uno stato di totale e completa amnesia, dimenticando i fatti avvenuti e le informazioni che erano a disposizione.
Tornando alla cronaca degli avvenimenti, la presenza dei Maestri/Dei, almeno sino al 600 a. c., era un fatto assolutamente reale per tutta l’umanità, sia quella che viveva all’interno dell’organizzazione sociale, sia anche per quei gruppi che si erano volutamente allontanati e vivevano in aree remote del pianeta Terra. Era assolutamente “ normale “ ricevere istruzioni, ordini, comandi dal Maestro/Dio dell’area in cui una persona viveva ed ora “ normale “ sapere che il proprio Maestro/Dio era “ immortale “, in quanto era sempre presente, senza invecchiare, come ogni persona poteva apprendere dai racconti dei propri antenati.

Secondo i profondi e fondamentali studi del Dr Zecharia Sitchin, espressi sia nei sette libri delle “ Cronache Terrestri “ che in altri libri che nel suo sito35, l’ultimo gruppo dei Mastri/Dei i quali crearono l’Homo Sapiens tramite due consecutive manipolazioni genetiche, lasciò metodicamente il pianeta Terra tra il 610 ed il 560 a.c.,36 quasi in coincidenza con una grande eclisse solare, che oscurò in toto la città di Harran37 Turchia sud-orientale, provocata dal passaggio molto vicino al pianeta Terra del loro pianeta d’origine, Nibiru38
 Come spiegato da Sitchin, le aree di partenza furono sostanzialmente due, la zona del Medio Oriente, in particolare tra la piattaforma di Baalbek39 nel Libano ed il fiume Khabur40 e l’area del Sud America, nel Perù, esattamente nella zona di Nazca41, vicino alle strutture produttive ed astronomiche di Tiahuanaco42. La spiegazione risiede nel fatto che all’epoca, dopo la distruzione delle principali strutture di partenza e lancio nella penisola del Sinai nel 2.024 a.c., a disposizione degli Anunnaki erano rimasti appunto la vecchissima piattaforma nel paese dei cedri e le nuove seppur “ primitive “ strutture nel Perù.  
 Gli antichi testi, così come spiegati da Sitchin, indicano che alcuni dei leaders Anunnaki rimasero sul pianeta Terra o vi ritornarono dopo alcuni decenni. In particolare Marduk,  vecchio e forse anche logorato da tante lotte, giaceva ormai nella propria tomba prima del 480 a.c.43, mentre suo figlio Nabu sparì senza lasciare tracce. Al contrario, il figlio primogenito nato sul pianeta terra al il comandante della missione Terra Enlil, Nannar/Sin, dopo la sua partenza, ritornò sul pianeta Terra, esattamente in Harran, assieme alla moglie Ningal/Nikkal ed al proprio collaboratore Nusku, come spiegato in due steli dedicate all’ultimo  re di Babilonia, Nabunaid44, dal 555 al 538 a.c.   
 E’ importante anche sottolineare come il crescente lunare o mezzaluna sia rimasto il simbolo dell’Islam ed in genere oggi di molti paesi di religione mussulmani. Il legame con gli Anunnaki è rappresentato dal primo figlio del Comandante Enlil nato sulla Terra, Nannar/Sin, il cui segno distintivo era appunto il crescente lunare, per cui egli era considerato il Maestro/Dio lunare. Dopo il suo ritorno sul pianeta Terra, come menzionato più sopra, Sin, ormai  invecchiato4546, si ritirò assieme alla moglie, secondo testi ritrovati in Ugarit, in un oasi vicino alle rive del Mar Rosso e del golfo di Eilat. Anche per questo la penisola prese il nome Sinai dal Maestro/Dio lunare, mentre la parte centrale venne dedicata alla sua sposa Nikkal ( in lingua araba il termine odierno Nakhl )
Sempre secondo Sitchin, “ i testi ugaritici chiamavano il Dio lunare El – semplicemente “Dio” un’anticipazione dell’Allah islamico; ed il suo simbolo della mezzaluna incorona ogni Moschea islamica. Come la tradizione richiede, le Moschee sono fiancheggiate, sino ad oggi, dai minareti che simulano navi spaziali con razzi multistadio pronti per essere lanciati 47.

 La presenza di una tradizione legata a Sin nella penisola arabica è confermata dal soggiorno in quell’ area di Nabunaid,  dopo il suo esilio da Babilonia, citato anche da frammenti dei famosi “ Rotoli del Mar Morto ritrovati in Qumran. Il riferimento alla sua venerazione per il “ Dio supremo “, è chiaramente riferito a Sin, come benefattore di Nabunaid e suo Maestro/Dio, il cui culto Nabunaid propagò appunto nella penisola araba durante il suo soggiorno. 
  Interessante notare che una serie di iscrizioni Siriache datate secondo e terzo secolo d.c. nel sito di Sumatar Harabesi, sempre vicino ad Harran, oltre a riferirsi a Sin, come Maestro/Dio degli Dei, citano Sumatar come il luogo dei governatori di “ Arab “, i quali derivano la loro autorità da Sin, il che appunto rivela un altro vecchio ed antico legame.

La partenza di tutti i Maestri/Dei, oppure la partenza e la mancanza della loro manifesta autorità – se qualcuno è rimasto fisicamente sul pianeta Terra – creò ovviamente un enorme vuoto di potere ed una situazione mai verificatasi prima negli ultimi 450.000 anni. L’organizzazione sociale, politica ed economica, che dipendeva dalle decisioni del Maestro/Dio e del suo rappresentante delegato, il re/prete da lui specificatamente indicato, non aveva più un riferimento diretto, visibile e documentabile. Non si poteva più rivolgersi ad un Maestro/Dio in carne ed ossa, ma semplicemente ad una sua immagine in forma di statua di pietra, legno, metallo. Tutti i servizi predisposti nella casa del Maestro/Dio, il tempio così come noi lo conosciamo, erano divenuti inutili, perché lui non esisteva più.  L’organizzazione del tempio del Maestro/Dio, basata sul concetto di adorazione, dunque di “ lavorare per “ lui era adesso totalmente inutile, in quanto mancava la sua presenza fisica.
In un dettagliato studio apparso nel 1976, lo psicologo statunitense Julian Jaynes48 analizzò accuratamente la situazione sopra menzionata, senza tuttavia avere il coraggio  di giungere alle logiche conclusioni, per cui egli si fermò sulla soglia della realtà“…ma nel caso di civiltà antiche saremmo in errore se supponessimo tale sovrano come una persona paragonabile ad un principe di oggi. Egli era invece una presenza che si esprimeva con allucinazioni o, nel caso più generale, una statua, spesso collocata a un’estremità della sua casa superiore, con davanti un tavolo su cui la gente poteva deporre le sue offerte49.“

 In pratica, non potendo mentalmente concepire ed ovviamente neppure accettare l’idea che fossero realmente esistiti esseri superiori o Dei, lo psicologo americano si limitò ad osservare il fenomeno giungendo all’unica conclusione che
il background culturale creatosi nelle nostre menti da duemila anni potesse accettare : la mente umana nel periodo tra il 4.000 ed il 500 a.c. era divisa in due parti, una sorta di “ mente bicamerale “, in una delle cui parti, l’uomo ascoltava voci, allucinazioni. Il pensiero di Jaynes si fuse con quello dello psicologo statunitense Joseph Campbell50, il quale sosteneva che il fondamento della presenza degli dei  nel mondo antico di basava su un concetto psicologico dell’uomo. Di qui la famosa syndrome “ Jaynes-Campbell ”.

 Invece si trattava di un tipico caso di abbandono “ di massa “ dei figli da parte dei padri. Neil Freer51, nei suoi libri, ha chiaramente descritto la situazione, “ I re erano improvvisamente descritti nelle sculture in piedi come nel passato davanti ad una sedia vuota dove usualmente sedeva il Maestro/Dio. I loro lamenti erano scritti sulle tavolette, “ Cosa farò adesso che il mio Maestro/Dio non è più qua ad istruirmi…cosa dirò al popolo ? “…osservando il cielo in attesa di un ritorno…il servizio di ristorazione alla tavola del Maestro/Dio si tramutò in vuoto rituali di offerta di cibo, gradatamente i vari servizi di routine divennero rituali tipo la cosiddetta cargo-cultura, mentre i loro palazzi si tramutarono in vuoti templi…mentre coloro i quali erano stati istruiti dai vari Maestri/Dei, vedendo che le conoscenze di tecnologia, scrittura, scienza, astronomia, metallurgia venivano dimenticate, decisero di preservarle in gruppi ristretti. Da allora inizio quella definiamo oggi la tradizione segreta, i circoli esoterici, l’occulto.52 ”.


Nella copertina del libro di Neil Freer sono rappresentati il Maestro/Dio Ittita, Sharumma ( figlio del principale Maestro/Dio Ittita, Teshub o Adad o per i Sumeri Ish.kur ) che cinge con il proprio braccio il re Tuhaliya. Interessante notare la differenza di altezza ed il senso di protezione che il Maestro/Dio concedeva al proprio “ manager “


In coincidenza con la partenza dell’ultimo gruppo dei Maestri/Dei, in differenti aree del pianeta Terra, si manifestano “ Maestri di saggezza “53 per comunicare a donne ed uomini concetti di conoscenza, ma soprattutto regole sociali di civile comportamento. Dai centri di conoscenza più importanti dall’Asia orientale a quella centrale, al sub-continente indiano al Mediterraneo emersero nuove ed importanti figure cui i popoli potevano riferirsi, non essendo più presenti fisicamente i Maestri/Dei, ecco dunque Confucio ( 551 – 479 a.c. ), Gautama Buddha ( 558 – 487 o 478 a.c. ), Zaratustra ( 630 – 532 a.c. ), Pitagora ( 582 – 496 a.c. )
Poco più tardi, nell’area del Mediterraneo, in aree come la Grecia dove i popoli non avevano vissuto la presenza fisica dei Maestri/Dei, ma che conoscevano i fatti avvenuti in precedenza tramite soprattutto le esperienze e le conoscenze degli Ittiti, dei Fenici, dei Cananei ed anche degli Egizi, si forma la consapevolezza della peculiarità dell’ “ Uomo “ rispetto a tutte le altre creature viventi sul pianeta Terra.


Affievolita la memoria e diluito nel tempo il ricordo della presenza fisica dei Maestri/Dei sul pianeta Terra, il compito del gruppo di Enlil, deciso a non far conoscere all’Homo Sapiens Sapiens le sue vere origini, risultava particolarmente facilitato. Nel momento in cui gli Anunnaki decisero di concedere all’Homo Sapiens Sapiens le prime organizzazioni politiche, a partire da circa il 4.000 a.c.54, le procedure attuate prevedevano la nomina di un “ re o gestore del potere “, il quale rispondeva in toto al locale Maestro/Dio. Allo stesso tempo, all’interno della residenza di ogni Maestro/Dio, il cosiddetto ziggurat o tempio, veniva nominato un responsabile dei servizi di gestione e delle osservazioni astronomiche, conosciuto da noi come “ prete “, da qui dunque derivano le procedure che noi denomineremo più tardi come religiose.

   Le istruzioni del gruppo Enlil prevedevano che le conoscenze e le informazioni in possesso di questi re e preti non dovevano essere comunicate al resto della popolazione dell’organizzazione statale.  Per cui in poche generazioni venne tagliato il cordone ombelicale dell’esperienza diretta della presenza fisica dei Maestri/Dei. Il ricordo rimase soprattutto nelle tradizioni orali in particolare nel centro   dell’Asia, come testimonia George Ivanovic Gurdjieff, ricordando il padre, il quale dopo duemila anni cantava la vicenda di Gilgamesh, tale e quale riportata nelle tavolette Sumere scoperte alla fine dell’ottocento. Ascoltando i racconti e le ballate del padre, un ashokh, narratore e poeta, cantore di antiche storie e leggende, Gurdjieff apprese la leggenda dell’eroe Gilgamesh assieme alla Storia del Diluvio Universale, ma, con  sua grande sorpresa, poco tempo dopo, lesse in una rivista “ un articolo in cui veniva detto che fra le rovine di Babilonia erano state scoperte alcune tavolette recanti iscrizioni che, secondo gli scienziati, risalivano almeno a quattromila anni prima. La rivista riproduceva le iscrizioni stesse e ne dava una traduzione – era la leggenda dell’eroe Gilgamesh..55

Concentrata la conoscenza in poche elite ristrette ed assolutamente fedeli, rimaneva da risolvere la questione dell’identificazione dell’autorità suprema cui rivolgersi, la quale non era più uno dei Maestri/Dei od il loro capo, ma anzi un'unica figura, il Dio, Dio, non presente fisicamente sul pianeta Terra, ma tuttavia capace di verificare, controllare, giudicare, tutti gli abitanti del pianeta Terra. Rimane un concetto gerarchico, di assoluta obbedienza, ma, soprattutto, appare chiaro il divieto a cercare di conoscere, di capire, ed soprattutto da soli, senza l’intermediazione della gerarchia cosiddetta religiosa.
Spostata lontano nello spazio e nel tempo la massima autorità religiosa, restava da sistemare il problema dei testi che, apertamente ed anche indirettamente, riportavano gli avvenimenti di migliaia di anni prima. Non libri come li intendiamo oggi, pagine rilegate assieme, centinaia di migliaia di papiri, pergamene, tavolette di terracotta, rotoli ed altri testi che erano stati raccolti in grandi librerie, in particolare quella di Alessandria d’Egitto56. Noi tutti sappiamo cosa avvenne a tale patrimonio dell’umanità, bruciato e distrutto a più riprese, così come avvenne per i codici Maya distrutti dai preti cattolici durante la conquista spagnola57. Pur restando a volte disponibili i testi scritti, poche persone all’epoca erano in grado di leggere la lingua del proprio tempo ed ancora meno erano gli studiosi capaci di comprendere lingue più antiche di centinaia ed anche di migliaia di anni.

Per capire a fondo la portata di tali eventi, che hanno impedito all’umanità almeno di poter iniziare a riflettere sugli avvenimenti del passato, basti pensare che solamente nell’Ottocento, grazie al ritrovamento ed alla decifrazione della famosa “ Stele di Rosetta “58, è stato possibile iniziare a leggere i testi e a comprendere la civiltà egiziana. Ancora più tempo è stato necessario per scoprire, ed  iniziare a leggere le tavolette Sumere59, in maniera da poter  capire la nascita della prima civilizzazione post-diluvio. Altri documenti molto importanti come i Codici di Nag Hammadi vennero ritrovati nel 1945 60, mentre ne 1947 sono venuti alla luce i cosiddetti “ Rotoli del Mar Morto “, che iniziano a permetterci di studiare a  fondo le informazioni sulle conoscenze gnostiche e pagane, prima della codificazioni della Bibbia61.
E’ vero che restavano incancellabili le storie patrimonio di tutti i popoli della Terra, tramandate da generazioni, eguali nei concetti pur nelle differenze geografiche, ma anche  questa materia venne brillantemente risolta con un’operazione di mistificazione e propaganda a livello planetario. Infatti quelle storie, che riportavano avvenimenti realmente accaduti,  vennero denominate “ leggende e “ miti “, per cui, nell’accezione comune, esse non rappresentano fedelmente né la realtà, né gli avvenimenti, ma sono tentativi di popoli senza conoscenza per spiegare a sé stessi il mondo intorno a loro, il concetto di “ sacro “, accadimenti avvenuti in tempi remoti, mescolando il reale assieme al “ meraviglioso “.

Inoltre è stato sviluppato e bene impresso nelle menti dell’Homo Sapiens Sapiens un concetto molto chiaro e semplice, quello di progressione, ovvero un continuo e regolare miglioramento. La sua applicazione nella storia spiega come l’Homo Sapiens Sapiens sia partito da una condizione di totale ignoranza per arrivare alle conoscenze attuali, per cui, secondo tale logica, non è possibile che nel passato i nostri antenati potessero avere delle informazioni e conoscenza superiori alle nostre, oppure delle tecniche e delle tecnologie simili o migliori delle attuali.
Mi permetto di spiegare con un esempio semplice e conosciuto un tale aberrante pregiudizio. Tutti noi sappiamo che le Piramidi d’Egitto vennero costruite con circa 6.5mio di tonnellate di blocchi di calcare, senza contare il rivestimento in granito rosso di Aswan, la cui cava dista più di mille chilometri. Essendo il rapporto tra tonnellata e metro cubo per il calcare egiziano intorno a 2.6, otteniamo un volume di M3 2.5mio di blocchi. Pertanto chi costruì le Piramidi dovette prima estrarre dal monte tale quantità, poi riquadrare magari in loco, quindi trasportare i blocchi nella piana di Gizah ed infine metterli assieme tutti per la costruzione.

Attualmente per produrre con le moderne tecnologie di estrazione M3 2.5mio di blocchi di calcare riquadrati, è necessario estrarre dal monte almeno il triplo di M3, in quanto vanno considerati lo scarto e gli sfridi, ma assumiamo pure che ne bastino il doppio, ovvero M3 5mio. Una  cava, già aperta, non ancora da aprire, di grandi dimensioni estrae anche m3 10.000 in un anno, per cui abbiamo bisogno di lavorare 500 cave aperte per raggiungere la quantità necessaria produrre i blocchi richiesti. Per far comprendere quanto sia stato enorme il lavoro per produrre tutti i blocchi necessari alla costruzione delle Piramidi, basta verificare le statistiche mondiali di produzione blocchi di marmo, paese per paese. Ricordiamo infine che attualmente disponiamo di tecnologie di sollevamento, perforazione, taglio con utensili diamantati, riquadratura, ma secondo l’opinione degli esperti, chi costruì le Piramidi lavorava a mano. 
Neil Freer spiega bene le contraddizioni alla base della presunzione che nel passato non esistessero tecnologie migliori, eguali o simili alle nostre attuali “ …il pensiero che gli Anunnaki debbono essere stati inventati perché le tecnologie a loro attribuite ( la loro capacità di volare attraverso l’atmosfera e lo spazio, di comunicare da distanze lontane, di creare esseri umani, d’impiegare forze di distruzione come bombe atomiche o raggi laser ) fossero fantastiche è stato negato per il semplice fatto che il nostro attuale livello di tecnologia è almeno eguale alle tecniche sopra menzionate 62“

Un altro concetto che ha contribuito ad obnubilare il cervello dell’umanità risulta quello dell’egocentrismo, ovvero il pensiero che porta a mettere al primo posto l’Homo Sapiens Sapiens sia come essere vivente in assoluto, sia come abitante del pianeta Terra, per cui anche il proprio pianeta deve risultare qualcosa di speciale e così deve risultare il proprio sistema solare. Seguendo tale logica, l’Homo Sapiens è il “ migliore ” essere vivente, il prodotto finale e definitivo del progressivo miglioramento degli esseri viventi.
Consideriamo che il cosiddetto sistema geocentrico, il quale poneva la terra al centro addirittura dell’universo – tale teoria ben conveniva alle varie religioni, in quanto veniva naturale considerare l’uomo come apice e fine della creazione – venne definitivamente eliminato solamente fra il XVI ed il XVII secolo con l’adozione del sistema eliocentrico, ma anche con l’abbandono della teoria delle orbite circolari a favore di quelle ellittiche ( le leggi di Keplero ). Ancora nel 1600, la Chiesa cattolica condannò come eretico al rogo in Campo dei Fiori a Roma il filosofo Giordano Bruno, il quale aveva sostenuto, fra le altre sue teorie, che la vita potesse esistere al di fuori del nostro sistema solare63


NOTE:

[1] Una traduzione tratta  da “ L’Epica di Gilgamesh “, Zecharia Sitchin “ Le astronavi del Sinai “, Piemme, Casale Monferrato, 1998, pag. 143

[2] Utu ( Colui che brilla ) “, il Maestro/Dio del Sole in Accadico Shamash. Figlio di Nannar/Sin, fratello gemello di Inanna e dunque nipote del capo missione Enlil, nella gerarchia Anunnaki aveva il numero 20. Egli era il responsabile dello spazioporto Anunnaki in Sippar e successivamente del Centro di Controllo post-diluvio posto nell’attuale Gerusalemme ( Ur-Shulim, dal suo soprannome “Shulim “ ). Più tardi Utu/Shamash venne considerato il Maestro/Dio di leggi e giustizia

[3] Personaggio conosciuto sia tramite “L’Epica di Gilgamesh “ sia tramite  “ La lista dei re Sumeri “, fu il Quinto re di Uruk dopo il Diluvio, vissuto intorno al 2.900 a.c. Era figlio del Sacerdote principale di Uruk e della Maestra/Dea Ninsum, per cui egli ritenne suo diritto di ottenere gli stessi diritti dei Maestri/Dei. La storia della sua ricerca, che lo portò dallo spazio-porto di Balbeek in Libano sino a quello principale nel Sinai, è conosciuta sin da cinquemila attraverso documenti e manufatti  Mesopotamici, Ittiti ed altri persino provenienti dall’ America del Sud

[4] Per la storia del ritrovamento dei testi principali legati a Gilgamesh, vedi “ N.K. Sandars “ L’epopea di Gilgames^ “, Adelphi, Milano, 1986

[5] Fondamentalmente Gilgamesh sperava di ottenere una durata della propria vita simile se non eguale a quella della madre, la quale era una pura Anunnaki. L’orbita intorno al Sole del piaeta Nibiru era pari a circa 3.600 orbite/anni terrestri, per cui è evidente che gli Anunnaki godessero di una durata della vita estremamente lunga in confronto a quella dell’Homo Sapiens Sapiens.

[6] Tale era il nome con cui i Sumeri si riferivano ai loro Maestri/Dei, i quali avevano creato in Sumer la prima civilizzazione dopo il Diluvio del 10.800 a.c. Letteralmente “ Coloro che dal cielo vennero sulla Terra “, a volte abbreviato in “ Anunna “ I celesti “. Il primo gruppo consisteva in 50 unità ed era guidato da Ea/Enki

[7] Neil Freer ha scritto  “ Breaking the gospel “ e “ God Games “ e l’E-Book “ Sapiens rising, the view from 2100 “ Electric Dragon Press, Santa Fé, 2008,  L’indirizzo del suo attuale sito è www.neilfreer.com

[8] Neil Freer “ Breaking the godspell “The Book tree, Escondido, Ca, 2000, pag. 70

[9] E.a ( la cui residenza è l’acqua ), fu il leader del primo gruppo di 50 Anunnaki, che giunsero sul pianeta Terra, atterrando nel Golfo Persico provenendo dal loro pianeta di origine, Nibiru, circa 445.000 anni fa. Egli era il primogenito del “ Re “ di Nibiru, Anu, ma non il suo erede, in quanto per le rigide regole di successione degli Anunnaki, l’Erede Legale era il primogenito nato dalla mezza-sorella del re. E.a ricevette da Anu il titolo di En.ki ( Signore della Terra ), ma il suo riferimento numerico, 40, era sempre inferiore a quello di 50 garantito al suo mezzo-fratello, Enlil,. Erede Legale di Anu e “ Capo della missione sul pianeta Terra “. 

[10] En.lil ( Signore del Comando ), con assegnato il numero di riferimento 50, subito dopo il numero 60 del padre. Era figlio di Anu dalla sposa e mezza-sorella, Antu, per cui Enlil , secondo le regole di successione degli Anunnaki, era l’Erede legale al trono di Nibiru. Di spirito prettamente militare ed estremamente disciplinato, venne inviato sul pianeta Terra allo scopo di organizzare la missione dopo i primi vani tentativi di Ea/Enki per trovare l’oro necessario a costruire una scudo protettivo di particelle intorno al pianeta Nibiru. La sua base era nella città di Nippur che divento il centro religioso di Sumer dopo il Diluvio. Enlil sosteneva che il buon esito della missione era stato messo in pericolo e sempre stata ostacolato dalla presenza sempre pressante dell’Uomo Sapiens Sapiens  . 

[11] Nin.mah ( Signora potente ), anche Nin.ti ( Signora della vita ), Mammi ( Madre/Dea ) e Nin.har.sag ( Signora del picco della montagna ). Figlia di Anu e dunque mezza sorella sia di E.a che di Enlil, era stata promessa come sposa ad E.a., ma ella preferì Enlil, con il quale ebbe un figlio, Ninurta sul pianeta Nibiru, senza tuttavia sposarsi.

[12] Nin.gish.zi.da ( Signore dell’albero della vita ) o Nin.gish.zidda (  Signore del manufatto della Vita ), uno dei figli di E.a, esperto in genetica e nelle costruzioni, progettò le tre piramidi nella piana di Gizah, l’E.ninnu, il tempio costruito da Gudea in Lagash per Ninurta e le costruzioni circolari in pietra come Stonehenge

[13] Secondo gli studi comparati eseguiti da Sitchin fra testi Sumeri come i “Testi di Khedorlamoer “ e vari capitoli della Genesi, Abraham nacque nel 2.123 a.c. nel principale centro religioso Sumero, Nippur ( Ner.Ibru ), da cui proviene la sua identificazione come Ibri , “ uno di Nippur “ nella Bibbia Ebraica e come Ib.ru.um in lingua Sumera.  Assieme al padre, il sacerdote Terah, egli si spostò nella capitale Sumera del tempo, Ur, per poi stabilirsi in Harran ( Turchia Sud-occidentale ) ed infine in Canaan

[14] Vedi Genesi, 17,11,14

[15] Per la dettagliata spiegazione degli avvenimenti, vedi Z. Sitchin “ The end of the days “, HarperCollins Publishers, New York, 2007, il il capitolo XI, “ The promised land “, pagg 146-167

[16] Pierre Jovanovic “ Le mensonge universel “, Le jardin de livre, Paris , 2007, pag. 16’

[17] Z. Sitchin “ The war of gods and men “ Avon Books, New York, 1985, pagg107-8

[18] Uno dei primi seguaci di Sitchin, prima di ripudiare in toto le sue precedenti teorie, Alan Alford, aggiunse un altro indizio per corroborare l’identificazione di Ea/Enki con il “ Serpente “, citando da “ Artand History of Egypt “, Bonechi, 1994, “  …passando il tempo, il Nilo evolveva nella sua attuale forma, un gigantesco serpente che iniziava nel cuore dell’Africa … “, da Alan Alford “ Gods of the New millennium “ Eridu Books, 1996, pagg 276-77

[19] La Bibbia lo identifica come  “ H“ Gan Eden ( Il giardino/frutteto dell’Eden ) “ il miglior luogo dove abitare sul pianeta Terra

[20] E.din ( Casa/residenza  dei Giusti ) per i Sumeri erano l’area dove gli Anunnaki stabilirono le loro basi pre-Diluvio

[21] Per una visione sinottica della citazioni  di “ Serpente “ nella versione “ King James “ della Bibbia, consulta il sito “ www.shelvin.com "

[22] Leviatano (לִוְיָתָן "contorto; avvolto", lingua ebraica Livyatan, ebraico tiberiense Liwyāṯān) è il nome di una creatura biblica. Si tratta di un terribile mostro marino dalla leggendaria forza presentato nell'Antico Testamento. Alcuni studiosi, soprattutto ebrei, identificano il Leviatano con il serpente primordiale, metafora del serpente che tentò Adamo ed Eva, accostamento presente anche nel testo dello Zohar.

[23] Ad esempio, Isaia, 27,1

[24] La leggenda era sorta al tempo delle Crociate, seguendo un'immagine dell'imperatore cristiano Costantino, trovata a Costantinopoli, in cui il sovrano schiacciava col piede un drago, simbolo del  “nemico del genere umano “.. Flavio Valerio Costantino, meglio conosciuto come Costantino I e Costantino il Grande (lingua latina: Flavius Valerius Constantinus[8]; Naissus, 27 febbraio 274 – Nicomedia, 22 maggio 337),  sancì l'inizio dell'alleanza fra l’impero Romano e la Chiesa cristiana. Costantino presiedette il Primo concilio di Nicea nel 325 d.c., che è stato il primo concilio ecumenico del mondo cristiano, secondo la prassi del Concilio di Gerusalemme di età apostolica. Il primo Concilio di Nicea, fra le altre determinazioni, sancì la sconfitta delle tesi di Ario, il quale sosteneva che Gesù avesse una natura semi-divina. Tale concetto è estremamente  importante perché mostra come esistesse ancora una conoscenza della presenza di Anunnaki sul pianeta Terra all’epoca

[25] Cfr ( Pietro I, V, 8 “ Il vostro avversario è il Diavolo ), ( Luca X, 18 ; Apocalisse XII, 9 ; Apocalisse XX, 2 ), ( Matteo , IV, 1, 10 ), ( Atti, V, 3 ; i Cor., VII, 5 : II Cor., XI, 14 )

[26] Rev. 12, 3,4

[27] Ab.zu o Absu ( La fonte/La profondità primigenia, da cui Abyss )

[28] I testi Sumeri designano come Lower World la parte meridionale dell’Africa.

[29] L’antica ed intensiva attività di estrazione dell’oro nel Sud Africa e Zimbabwe  è stata ampiamente confermata da numerosi ritrovamenti di miniere ed anche di corpi di uomini in sotterraneo con datazione sino a 115.000 anni fa.  La stessa Anglo-American Corporation, tramite il proprio magazine Optima, ha confermato l’esistenza di attività minerarie nello Swaziland e nel Sud Africa intorno allo stesso periodo. Un’ulteriore e recente conferma dell’importanza di tale attività è avvenuta con il recente ritrovamento dei resti di una città antica circa 200.000 anni nell’Africa del Sud, a 280 km ad ovest di Maputo ( capitale del Mozambico ) da parte di Michael Tellinger e Johan Heine. I risultati desono stati illustrati nel libro “ Temples of the African gods “, 2010..

[30] Michael Tellinger “ Slave species of god “, Music Master Book ( oggi Zulu Planet Publishers ), Johannesburg, 2005, pag. 542

[31] La parola destino era “ Nam

[32] La parola fato era “ Nam.tar )

[33] Enlil aveva davanti a sé il ricordo dell’incidente della “ Torre di Babele “, quando Marduk tentò di far costruire agli Homo Sapiens Sapiens a lui fedeli una torre di lancio in Babilonia, addirittura vicino alle principali basi Anunnaki in Sumer.    

[34] Immanuel Velikovskji, “ Mondi in collisione “, Garzanti, Milano, 1955, pagg. 252-254. Velikovskji si riferiva in particolare alle catastrofi naturali avvenute nel passato e di fatto cancellate nella memoria collettiva dei popoli 

[35] L’indirizzo del sito è “ www.sitchin.com "

[36] Vedi Z. Sitchin, capitolo XIII “ When the gods left Earth “ in “ The end of the days “ William Morrow-HarperCollins Publishers, New Your, 2007

[37] Harran è importante sia come area strategica nella strada verso Sumer, sia soprattutto perché vi risedettero quasi contemporaneamente sia Marduk/Ra prima del suo tentativo di prendere il potere che Abraham, prima di dirigersi verso l’Egitto per difendere lo spazio porto degli Anunnaki nel Sinai dall’attacco dei seguaci di Marduk

[38] L’eclissi si verificò il 19 maggio 556 a.c.

[39] Ba’albek ( la stretta valle di Baal ) è un antichissimo sito nelle montagne dell’attuale Libano, in cui si trovano i resti di un enorme tempio romano dedicato a Giove. Queste rovine poggiano su una struttura precedente formate da 3 enormi blocchi di pietra, dall’incredibile peso di più di Tons 1.100. Secondo Sitchin tale enorme piattaforma venne usata dai leaders Anunnaki come primitiva struttura per atterrare e partire con i loro mezzi spaziali subito dopo il Diluvio

[40] Denominato fiume Khebar nella Bibbia, sfocia nell’Eufrate, nel punto in cui la Mesopotamia si incontra con l’Anatolia. Fu lì che il profeta Ezechiele, esiliato nell’area dai babilonesi, ebbe il famoso incontro con “ un carro di fuoco “

[41]  A partire dalla studiosa tedesca Maria Reiche sin dagli anni quaranta, molti ricercatori hanno tentato invano di spiegare le famose “ Linee “. Effettivamente l’antropologo George Hunt-Williamson, nel suo libro “ Road in the sky “ intuì che le Linee servivano come “ Segnali indicatori per gli Dei “, ma solamente in uno dei suoi ultimi libri “ Journeys to the mythical past “, Zecharia Sitchin ha suggerito che mostrato che le Linee “ erano il risultato dei decolli da parte di veivoli che lasciavano sotto di loro “ linee “ create dai gas di scappamento dei loro motori “.  

[42] Conosciuta attraverso i suoi 3 più famosi monumenti, “ La porte del sole “, “ l’Akapana “ ed il “ Kalasasaya “,  Tiahuanaco venne definita dallo studioso Arthur Posnasky,  “ La culla dell’uomo americano “. Analizzando dal punto di vista funzionale le strutture dell’Akapana e dal quello astronomico quelle del Kalasasaya, Zecharia Sitchin ha proposto che fu in quell’ area che gli Anunnaki continuarono le operazioni di estrazione dell’oro e di altri minerali come lo stagno dopo che il Diluvio  coprì di tonnellate di fango le miniere nel Sud Africa e nello Zimbabwe. 

[43] Vedi Strabone, Diodoro, Eliano ed anche le conclusioni di esperti germanici al congresso dell’Università di Jena nel 192

[44] Vedi Z. Sitchin, “ When the gods left Earth “ in “ The end of the days “ William Morrow-HarperCollins Publishers, New Your, 2007, pagg. 238-243

[45] Come lo ricorda Esarhaddon, che lo incontrò in Harran per chiedergli un parere sull’invasione dell’Egitto

[46] In una scultura del proprio tempio di E-gissirgalin Ur, Sin è rappresentato come un uomo anziano e barbuto, vedi  Frederick Augustus Vanderburg, “ Sumerian Hymns, Adamant Media Corporation, 2005, pag.

[47] Vedi Z. Sitchin, “ When the gods left Earth “ in “ The end of the days “ William Morrow-HarperCollins Publishers, New York, 2007, pagg. 238-243

[48]  Julian Jaynes “ Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza “, Adelphi Edizioni, Milano, 1984

[49] Julian Jaynes “ Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza “, Adelphi Edizioni, Milano, 1984, pag. 186

[50] Jospeh Campbell “ The mask of god “

[51] Neil Freer ha scritto  “ Breaking the gospel “ e “ God Games “ e l’E-Book “ Sapiens rising, the view from 2100 “Electric Dragon Press, Santa Fé, 2008,  L’indirizzo del suo attuale sito è www.neilfreer.com

[52] Neil Freer, “ God games “ The book tree, Puerto Escondido, CA. 

[53] L’espressione “Maestri di saggezza “ è mutuata dal titolo del libro di uno dei principali discepoli di Gurdjieff, John G. Benett, “ I Maestri di saggezza “, Edizioni Mediterranee, Roma, 1977

[54] I primi tre centri di civilizzazione organizzata con a capo un Homo Sapiens Sapiens, furono dunque stabiliti  in Sumer intorno al 4.000 a.c., in Egitto a partire dal 3.113 a.c. e nell’Indus Valley intorno al 2.900 a.c.

[55] George Ivanovic Gurdjeff, “ Incontri con uomini straordinari “, Adelphi,   Milano, 1977, pagg. 64-65

[56] Fondata da Tolomeo, uno dei successori di Alessandro Magno intorno al 300 a.c., la Biblioteca d’Alessandria conteneva centinaia di migliaia di documenti. Comunemente si ritiene che la sua definitiva distruzione avvenne durante l’invasione araba nel VII secolo d.c.

[57] La massiccia distruzione dei codici Maya imposta dai conquistatori spagnoli e la perdita nei secoli successivi di quelli superstiti, ha risparmiato solo quattro manoscritti pre-ispanici: il Codice Dresda, il Peresiano, il Grolier ed il Tro-cortesiano che, con le sue 112 pagine, è il più voluminoso

[58] La Stele di Rosetta è una lastra in granito scuro (spesso identificato come basalto) di 114 x 72 cm, che pesa circa 760 kg e riporta un'iscrizione con tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco Demotico e geroglifico non sono due lingue diverse ma semplicemente sono due differenti grafie dell'egizio: il geroglifico era usato per testi monumentali o di particolare importanza mentre il demotico, che derivava da una semplificazione della grafia ieratica, era usato per documenti ordinari; in epoca tarda l'uso di redigere anche i testi ufficiali in demotico derivava dall'essersi ristretta quasi solamente alla classe sacerdotale la conoscenza della grafia geroglifica. Poiché il greco era conosciuto, la stele offrì una chiave decisiva per poter procedere alla comprensione dei geroglifici, e ciò avvenne nel 1822 ad opera di Jean-François Champollion. ( da Wikipedia It. )

[59] Solamente nel 1976, grazie alla pubblicazione primo libro di Zecharia Sitchin “ The twelth planet “, l’umanità ha potuto apprezzare sino in fondo il dono della prima civilizzazione post-diluvio che gli Anunnaki hanno garantito all’umanità

[60] Si tratta di 13 papiri, che raccolgono un insieme di testi gnostici cristiani e pagani, rinvenuti nei pressi di Nag Hammâdi (Egitto), nel dicembre 1945. I testi sono scritti in copto, benché la maggior parte di essi (o forse tutti) siano stati tradotti dal greco. L'opera più importante presente in essi è il Vangelo di Tommaso; quello presente nei codici è l'unico testo completo noto dell'opera. Grazie a questa scoperta gli studiosi riscontrarono la presenza di frammenti di questi testi nei manoscritti di Ossirinco, scoperti nel 1898, e ne ritrovarono tracce nelle citazioni presenti negli scritti dei Padri della Chiesa. ( da Wikipedia It. ) 

[61] I Manoscritti del Mar Morto (o Rotoli del Mar Morto) sono un insieme di manoscritti rinvenuti nei pressi del Mar Morto. Di essi fanno parte varie raccolte di testi, tra cui i Manoscritti di Qumran, che ne costituiscono una delle parti più importanti. I rotoli del Mar Morto sono composti da circa 900 documenti, compresi testi della Bibbia ebraica, scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte dentro e intorno al Uadi di Qumran, vicino alle rovine dell'antico insediamento di Khirbet Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto. I testi sono di grande significato religioso e storico, in quanto comprendono alcune delle uniche copie superstiti note dei documenti biblici prodotte prima del 100 a.C. e conservano la testimonianza della fine del tardo giudaismo del Secondo Tempio. Essi sono scritti in ebraico, aramaico e greco, per lo più su pergamena, ma con alcuni scritti su papiro.[1] Tali manoscritti datano in genere tra il 150 a.C. e il 70 d.C.[2] I Rotoli sono comunemente associati all'antica setta ebraica detta degli Esseni. ( da Wikipedia It. )

[62] Neil Free “’E-Book “ Sapiens rising, the view from 2100 “Electric Dragon Press, Santa Fé, 2008, pag. 49

[63]Filippo Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600) è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, condannato al rogo dall'Inquisizione cattolica per eresia.

 

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