Il safari contro i gay in Russia

Con il fucile contro i gaydi  Redazione - 06/09/2013 -
"Occupy Peadophilia" e le gite "con fucile" per trovarli. 

BBC NEWS questa settimana ha pubblicato un video che documenta le azioni di un gruppo di vigilante russi che obbligano un presunto gay a bere la propria urina. Ad un certo punto compare anche una donna che sostiene di partecipare a un safari a caccia di gay e pedofili usando un fucile d’ assalto. Ekaterina, questo il suo nome, dirige la sezione locale dell’ organizzazione “Occupy Peadophilia”. La notizia è stata riportata dall’ Huffington Post.

A CACCIA DI OMOSESSUALI - «La nostra priorità è scopire i casi di pedofilia, ma siamo anche contro l’ omosessualità e se, lungo la strada, incontriamo persone che hanno un orientamento sessuale non tradizionale, possiamo prendere due piccioni con una fava». Se il gruppo “Occupy Peadophilia” vi suona familiare è perchè per tutta l’ estate ha fatto notizia per i suoi attacchi brutali a gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Per l’ attivista gay Larry Poltavtsev, quelli dell’ organizzazione «Sono come al-Quaeda, una struttura molto vaga formata da cellule indipendenti, mai connessi nè controllati gli uni dagli altri: è questa la chiave del loro successo. Ho notato che ogni gruppo ha regstrato almeno 10-15 video».

LA COMPARSA DEI VIDEO ONLINE - Settimane dopo che i politici russi hanno approvato la leggi di propaganda anti gay, hanno iniziato a comparire una serie di video che documentavano le azioni dei gruppi, che adescavano gli adolescenti gay sui siti di appuntamenti online per poi sottoporli a brutali umiliazioni e torture. Altri cittadini russi, non necessariamente affiliati a “Occupy Paedophilia” hanno già aggredito pubblicamente delle persone solo perchè omosesssuali, e nessuno è mai intervenuto a fermarli.

SI STAVA MEGLIO AI TEMPI DELL’ UNIONE SOVIETICA - Nel video della BBC, i giornalisti hanno visitato anche un locale gay a Sochi, la città dove si terranno le olimpiadi invernali 2014, per chiedere come ci si sente ad essere omosessuali in Russia.  «Molte persone hanno cambiato il modo di vestire, hanno rimosso gli orecchini, cambiato il taglio dei capelli per evitare di avere problemi» ha detto Andrei Tanichev, il co-proprietario del locale, che ha poi aggiunto: «Ai tempi dell’ Unione Sovietica, quando l’ omosessualità era un reato, i gay venivano trattati meglio che al giorno d’ oggi. Le persone comuni ci vedono come dei criminali, ci odiano».

http://www.giornalettismo.com/archives/1090585/il-safari-contro-i-gay-in-russia/


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